Chiesa di San Carlo, Cernesio

Via Cantonale 44, 6918 Cernesio (Lugano)

Cenni storico-artistici

Chiesa San Carlo Barbengo

La chiesa, ubicata in un luogo appartato con vista su alcuni nuclei di Barbengo e le colline circostanti, sorge lungo la strada cantonale che porta a Figino. Fu eretta negli anni 1891-1895 per iniziativa di Carlo Martinetti e sua moglie Francesca.

 

Di epoca contemporanea è la cappella funeraria di famiglia, in porfido e granito, posta dietro l’edificio.

L’interno presenta una navata centrale a tre campate e due laterali, un transetto e un coro semicircolare orientato. Le pareti, tinteggiate di rosa chiaro, sono sobrie.


In fondo a ogni navata laterale spiccano due oli su tela del pittore Giacomo Martinetti (1842-1910), nipote del committente.

Uno, eseguito nel 1871, raffigura San Carlo che sorregge un bambino e fa riferimento a un episodio narrato dal suo segretario durante l’ondata di peste che colpì Milano nel 1576; l’altro (1896) rappresenta Santa Francesca Romana con l’abito nero, nonché il velo bianco delle benedettine mentre distribuisce il pane ai poveri.

Al centro dello spazio presbiteriale l’altare maggiore è decorato da motivi geometrici con ciborio in marmo bianco, mentre ciascun braccio del transetto ospita altari in legno abbelliti con elementi fitomorfi.

Le vetrate sono prevalentemente ornate di santi, non tutti riconoscibili a causa del cattivo stato di conservazione.


(Testo a cura di Louise Dalmas)

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I Tappa di Restauro

Chiesa di San Carlo Barbengo

Dal 2018 è stata avviata la pratica di restauro dalla nostra chiesa di San Carlo.

La generosa donazione da parte di un fedele ha permesso di aprire gli studi di fattibilità. Esiste quindi un progetto globale di restauro dell’intero complesso architettonico di circa tre milioni di franchi d’intervento.

Per la situazione finanziaria della Parrocchia è stato consentito dall’Ordinario solo di potersi occupare al momento di Tetto, Guglie, Campanile e Facciata per un preventivo di I Tappa di circa 450 mila franchi. Il progetto è stato approvato dall’Assemblea Parrocchiale nel maggio 2018.

Questi fondi sono stati raggiunti grazie alla benevola accoglienza da parte dell’Ufficio Beni Culturali che ha confermato la sua partecipazione ai costi, così come il Comune di Lugano e la Confederazione.

Da parte della Parrocchia diversi generosi donatori hanno in questi anni offerto il loro contributo a questo progetto di cui ora vediamo la realizzazione in atto. (Da maggio 2020 spiccano infatti i ponteggi su tutta la facciata)

Anche la Fondazione Winterhalter di Mendrisio ha ritenuto valido il progetto ed ha offerto il suo sostegno all’opera.

 

CAMPANILE: UN COLPO DI SCENA

Nel corso dell’estate 2020, in occasione dei sopralluoghi, appare con evidenza che la sottostruttura del campanile è stata nel corso degli anni pesantemente compromessa dalle infiltrazioni di acqua. Si constata pertanto la necessità di una ricostruzione a nuovo dello stesso. Questa operazione è stata quantificata in un preventivo d’intervento di 81’000 Fr. con un conseguente sorpasso di spesa prevista.

La riedificazione fedele dell’intero campanile avviene sotto la direzione dell’Arch. Armando Dorici, autore di tutto il progetto complessivo di restauro.

La croce del campanile

In questa situazione è necessaria la partecipazione della Comunità.

Ed è per questo progetto che chiediamo il vostro gentile sostegno!

Qui troverete gli aggiornamenti dei lavori in corso

La base compromessa della struttura di sostegno
Le operazioni di smantellamento del campanile

Progetto del nuovo campanile

Dopo i rilievi necessari alla ricostruzione è stato smontato il tetto del campanile che era composto da una carpenteria in abete sulla quale era  inchiodato un assito sempre in abete. Come zavorra la base della carpenteria era stata appesantita con circa 6 mc di pietre di porfido e tufo fra di loro cementate.

 

La fedele ricostruzione avverrà riutilizzando lo stesso tipo legname.

 

Alla sommità del campanile verrà creata una corona in calcestruzzo utile al consolidamento delle pietre esistenti e allo stesso tempo utile al fissaggio di una piastra in ferro che servirà a stabilizzare la nuova carpenteria in legno ad essa fissata.

 

Il rivestimento in assi di abete, sempre inchiodato alla carpenteria principale, sarà rivestito da un sottottetto a garanzia che l’eventuale formazione di condensa venga evacuata in gronda senza più intaccare le parti in legno e ricreare il problema di corrosione del legno.

 

La costruzione della nuova copertura avverrà in officina, verrà posata in loco con l’utilizzo di una potente autogru, molto probabilmente in due pezzi.

 

Sul posto verrà invece realizzato il raccordo tra il campanile e il nuovo tetto, la parte meno inclinata. Il tutto verrà nuovamente rivestito con fogli di rame tagliati su misura sempre riprendendo il disegno iniziale di fogli sovrapposti.

 

 

Guarda nel dettaglio le foto e le fasi dello smontaggio:

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